Enneagramma

L’uomo vive in uno stato di veglia.
Per risvegliarsi e conquistare un livello superiore di vitalità e consapevolezza, è necessario è necessario raggiungere uno stato di pace, a cui segue una fase di confronto con altre persone.
(Gurdjieff)

La parola “enneagramma” è di origine greca e risulta composta da due lessemi differenti: ennea (nove) e gramma (disegno). Il termine non indica una tecnica ma un oggetto, cioè il diagramma composto da un cerchio e da alcune linee che sta alla base di questa disciplina. Tale diagramma è composto da un cerchio suddiviso in nove parti uguali e la sua realizzazione è molto particolare. Una volta tracciato un cerchio è necessario identificare su di esso nove punti procedendo in senso orario ed inscrivere nel cerchio un triangolo equilatero avente per vertici i punti n. 3, 6 e 9. gli altri punti devono essere connessi fra di loro sulla base di un calcolo molto specifico che deriva dalla divisione del numero 1 per il numero 7; il risultato della divisione è 0,142857142857…, ovvero il numero periodico avente come periodo 142857 ripetuti all’infinito. I punti presenti sul cerchio, esclusi i punti numero. 3, 6 e 9, devono essere ripetuti nell’ordine indicato dal periodo del numero derivato dalla divisione tra 1 e 7.
Come si può notare, il diagramma enneagrammatico si configura come un sistema chiuso e fondato su rigide norme di carattere matematico e geometrico. La veste tecnica (per non dire scientifica) dell’enneagramma non ne nega comunque la natura più teorica, infatti l’enneagramma non è uno schema che si possa applicare meccanicamente e senza l’indispensabile mediazione di figure che conoscono il funzionamento dello schema.

Se non sfidiamo la nostra visione e percezione del mondo, facciamo solo dei giochi intellettuali con i numeri, rafforzando l’immagine che abbiamo di noi stessi anziché svelare chi veramente siamo.